Il Kenya… un cuore che batte, tra leoni, giraffe, ed elefanti !

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Nairobi come muoversi

Uno dei miei tanti sogni era quello di andare in Africa, e di poter ammirare da vicino tutti quegli animali che si vedono nei documentari o sui libri di scuola. Chi non ha mai sognato di vedere da vicino un leone, o un elefante… o una giraffa che con il suo fare elegante cammina tra il bush…? Ma a Nairobi come muoversi?

Io sono una di queste persone! Una che sogna di poter accarezzare una giraffa, un elefante o perchè no… un leone…! Ma prima o poi……

L’idea di essere a pochi metri dai  famosi “Big five”  mi entusiasmava, ma ogni volta la curiosità di scoprire una capitale europea, aveva la meglio sul Continente Nero.

E così quest’anno, in preda all’indecisione più totale tra Gabriele e me, abbiamo deciso di fare  il grande viaggio… quello che, dopo il Giappone, (altro sogno nel cassetto di entrambi…) desideravamo visitare. E così detto  e fatto abbiamo scelto il Kenya  e precisamente Nairobi, anche se con un po’ di incoscienza…. .

Mentre la maggior parte di chi si reca in Kenya sceglie, Malindi o Watamu, noi volevamo avventurarci nella vera Africa. In quell’Africa povera,  visitando gli “slum”, e vivendo quasi come i kenioti. Insomma a stretto contatto con loro, senza distinzione del colore della pelle…. e così prima di immergerci in 6 giorni di safari facciamo tappa a Nairobi! 

Arriviamo di notte. L’aereoporto è super affollato di gente intenta, benché siamo nel cuore della notte, a compilare il modulo di entrata… ritiriamo le valigie  e cerchiamo qualcuno che ci porti all’ hotel   Kandiz Queendom  ! Finalmente dopo quasi 24 ore di viaggio, ci mettiamo orizzontali… ma non per molto!

L’intento è di scoprire Nairobi non di dormire!

Colazione fatta. Diamo una letta alla  nostra guida  e via andare … direzione? Nairobi centre!

Nairobi come muoversi

Ci siamo informati e, al di fuori del perimetro di sicurezza, Nairobi non è proprio tanto tranquilla. Quindi occhi aperti a non varcare il confine ed occhi aperti su portafogli e cellulare. Ma come muoversi a Nairobi? Non abbiamo la sim del Kenya quindi niente internet per chiamare un taxi. Non ci resta che affidarci ai Matatu per altro sconsigliatissimi a noi turisti.

Passato il  momento di esitazione di Gabriele, e anche mio, contrattiamo sulla corsa (100 scellini kenioti in due) e saliamo su, e, dopo i primi minuti in cui sembravamo come pesci fuor d’acqua, in realtà la corsa è stata molto divertente. Beh inutile dirvi che, per i primi 5 minuti, avevamo circa  28 occhi puntati addosso! Ma, l’allegria della musica trasmessa, e le domande fatte all’autista affianco a noi, ci ha fatto dimenticare il pericolo. E così pian pianino ci siamo sciolti. Per le strade vediamo di tutto, dalle baracche di frutta e verdura, al centauro che gira con un carico di bombole gpl sulla moto o con una pila interminabile di cassette sul portapacchi. Insomma devo dire che ovunque mi giro c’è qualcosa di particolare da fotografare.

Ci facciamo lasciare sulla Kenyata Road e da li cominciamo a girare. Il traffico è perennemente congestionato, e il centro è pieno zeppo di gente. Perdersi e uscire dalla zona verde è un attimo! Ed è così in effetti che succede qualche giorno dopo.

Per ritornare in albergo non sappiamo dove si prendono i matatu (visto che non hanno un numero di linea, e non hanno un percorso specifico). Così al ritorno prendiamo un taxi.. ma che noia! il Matatu era sicuramente piu’ divertente e allegro. Finiamo la nostra prima giornata con un drink, (rigorosamente senza ghiaccio) nei pressi dell’albergo, e un giretto in un supermercato prima di ritornare in stanza e pianificare il giorno successivo..  

Yvonne, la titolare dell’albergo ci procura un driver, Martin, che ci accompagna al   Giraffe Center  e all’Elephant Orphanage. Entrambi sono  centri di recupero per elefanti e giraffe, che in natura  si sono trovati in difficoltà e che non potrebbero sopravvivere! La visita all’Elephant Orphanage dura un oretta. Il tempo di spiegarci la provenienza e l’età degli elefanti, e siamo pronti per assistere alla poppata che gli addetti, a più riprese, danno a  grandi e baby.

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Diverso invece è il discorso del Giraffe Center dove i visitatori interagiscono con le giraffe dando loro da mangiare. Devo dire che accarezzare una giraffa e un elefante è stata un esperienza entusiasmante.. Mi sentivo come una bambina in un parco divertimenti! Semplicemente fantastico! Se hai deciso di imbatterti in un Safari ecco qualche consiglio su come fotografare durante un safari.

Finita la parte ludica della giornata, chiediamo a Martin di portarci in qualche villaggio. E così ci accontenta e ci porta nel Kibera il più grande slum di Nairobi.

Questa è la vera Africa. Qua vivono con un dollaro al giorno, e  la maggior parte della popolazione  è affetta da Hiv. Vedere questa realtà con i propri occhi è stata veramente dura. Bambini che chiedono la carità, case  che sono baracche, fogna a cielo aperto… insomma l’Africa che nessuno vorrebbe vedere ma che purtroppo c’è.

Sono le 18.30 passate. In Kenya il sole è già tramontato (ahimè siamo all’equatore) e Nairobi al buio, è meglio non conoscerla, perciò direzione albergo… che domani è un altro giorno!

Ormai abbiamo superato la paura del matatu, quindi lo prendiamo senza problemi per i soliti 100 scellini in due.

Ci facciamo lasciare sempre alla Kenyata Road e questa volta vogliamo scoprire il centro di Nairobi . 

Le vie sono sempre intasate, la puzza degli scarichi dei veicoli è talmente forte, che  non riesci a respirare. Ma noi imperterriti vogliamo esplorare  questa capitale. Entriamo nel city market, pieno anche qui, e noi, sempre gli unici occidentali. Tra la folla, c’è uno sprigionarsi di colori. Dai canvas alle maschere, alla bigioteria colorata. Avrei voluto comprare tutto, non solo perchè gli oggetti erano bellissimi, ma anche perchè volevo far guadagnare un po’tutti. 

Continuiamo a girare e osserviamo che ogni negozio, ogni hotel e ogni casa, ha la sua guardia armata h 24/24. I commessi in ogni negozio sono in esubero e i ritmi di lavoro, sono molto più tranquilli  dei nostri. Le vie sembrano tutte uguali, e perdersi nella cartina, è un attimo. Ed è proprio in un attimo che ci troviamo nella zona rossa. Le strade e i marciapiedi, sono ancora più caotici di gente. Ci sono bambini in ogni angolo che ti chiedono la carità, e persone che, mettono a terra un telone,  e ti vendono di tutto. 

Uomini che in ogni angolo cercano di rifilarti un safari tour, ma che tu impassibile devi non calcolare e andare avanti senza parlare un minimo inglese, altrimenti sei spacciato!.

Il sole sta calando e per ritornare in albergo, ci affidiamo ai nostri amati matatu. Ma questa volta saliamo su quelli grandi! Pensate per far scendere i passeggeri il “controllore” batte sulla carrozzeria una volta, e per ripartire due volte. Semplicemente strepitosi!

Domani sara’ l’ultimo giorno di visita a Nairobi, prima di imbatterci in 6 giorni di safari. Voi direte:”ancora  Nairobi”? ehh sì in realtà anche stare fermi e vedere la città che si muove è affascinante. E così ritorniamo per documentarvi ancora un po’ la capitale.

Ormai siamo di casa e il controllore dei matatu (quello che raccoglie la gente e incassa i soldi della corsa) al pomeriggio mentre stavamo rientrando in albergo, ci riconosce e da lontano ci saluta. Gabriele ed io ci guardiamo a vicenda e ci capiamo al volo. Iniziamo a correre verso il nostro amico, gli spieghiamo che questa volta non dobbiamo andare al centro, ma che prendiamo il matatu solo per il gusto di prenderlo e perchè ci siamo divertiti. Rimane basito, e ci spiega che  non sono molti i turisti che frequentano i matatu mischiandosi tra i kenioti. Il giro è terminato, gli diamo la mancia ed io, che sono alquanto emotiva, mi commuovo dal loro modo di fare. Come non immortalare questo momento? 

La solarità, il sorriso, l’allegria, la gentilezza, la bontà d’animo sono tutte doti  che i kenioti hanno nel cuore. Sono persone  semplici ed è proprio per questo che sono eccezionali ed io me ne sono letteralmente innamorata!

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