Percedol uno specchio d’acqua nascosto

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AIUTOOO!  SALVIAMO IL LAGHETTO DI PERCEDOL!!!

Se la giornata è uggiosa, e non sapete cosa fare, potete andare a fare quattro passi nei dintorni di Monrupino. Qui scoprirete il piccolissimo laghetto di Percedol. Questo stagno, è il più antico del Carso e si accede da un sentiero che si trova sulla strada a destra.

Un habitat perfetto

Immerso in un bosco di querce e carpini neri, lo stagno di una trentina di metri di diametro, è situato nell’omonima conca ed è dimora abituale di libellule, rane di Lessona (specie rara) e rospi smeraldini quest’ultimi, se andate nella stagione degli amori (maggio) sentirete un vero e proprio concerto “gracidante”. Verso che emettono per richiamare la femmina.

In questi ultimi anni è stato lanciato un SOS dagli ambientalisti, in quanto lo stagno appare sempre più ristretto. Questo perchè,  la presenza di un sifone naturale sul fondo, fa defluire l’acqua lasciandolo spesso a secco. L’unico modo per salvarlo sarebbe quello di   chiudere l’inghiottitoio.

La  storia del laghetto di Percedol

Si dice che, tra l’800 e il 900, i triestini usassero questo laghetto per pattinare in quanto, essendo situato in una dolina, rimane ghiacciato per parecchi mesi.

In questo bosco si respira davvero un aria magica. Il paesaggio, e i suoni della natura fa  sembrare che, da un momento all’altro, si animi di gnomi e folletti.

E se proviamo a rimanere col naso all’insù, potremmo scorgere anche qualche scoiattolo, che saltella da un albero all’altro. E se poi starete in  silenzio assoluto,  sentirete il cinguettio di molte specie di uccelli che vi circondano.

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