La Risiera di San Sabba

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La Risiera di San Sabba fu l’unico campo di deportazione nel territorio italiano. Costruito nel 1898, una volta era destinato per la pilatura del riso. Ben presto però, venne sostituito e modificato in un campo di prigionia per militari italiani. L’edificio centrale di sei piani era adibito a mensa e cucine ai pani inferiori, mentre in quelli superiori, erano situate le camerate per i militari.


Nell’edificio  erano situati al pianoterra erano situati i laboratori di sartoria e calzoleria. Lì i prigionieri erano costretti a prestare la loro manodopera. Sempre al pian terreno troviamo le 17 piccolissime celle, ognuna delle quali conteneva almeno 6 prigionieri in attesa del loro triste destino. Le prime due erano destinate alla tortura dei detenuti.
I prigionieri erano, militari, civili, ebrei, donne e bambini, che venivano rinchiusi in un edificio a quattro piani in attesa di essere poi deportati in Germania o in Polonia e successivamente giustiziati nei modi peggiori che si possa immaginare.
Interrato nel cortile interno, c’era il forno crematorio, che nel 1944 purtroppo, venne usato in maniera alquanto considerevole.
Qua venivano usati i metodi più atroci  per l’eliminazione degli esseri umani dalla fucilazione al gas.
Dopo aver utilizzato incessantemente il forno, nel 1945 i nazisti lo fecero saltare assieme alla ciminiera. Questo venne attuato, per distruggere le prove dei reati atroci cagionati a quasi 5000 innocenti.

Tra le macerie furono rinvenuti resti di ossa e ceneri umane, nonché la mazza usata per eliminare, con un colpo alla nuca, i prigionieri.
Ad oggi rimangono inalterate le 17 celle di prigionia, e le 2 celle della mortementre, dove sorgeva la ciminiera, troviamo una stele. Una piastra commemorativa è situata nel cortile al posto di quello che era il  forno crematorio.

Nel 1965 la Risiera di San Sabba è dichiarata Monumento Nazionale.

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